La Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Animale (DUDA)
è stata proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi. Il suo testo è stato redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico,
giuridico e filosofico insieme alle principali associazioni di protezione animale. La delegazione italiana era costituita dalla dr. Laura Girardello, dal dr. Giovanni Peroncini, dal prof. Mario
Girolami e dalla prof. Clara Genero.
Tale Dichiarazione costituisce una presa di posizione filosofica
riguardo ai rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie. All'alba del XXI secolo essa propone infatti all'uomo le norme di un'etica che dovrebbe essere fermamente e
chiaramente espressa nel mondo attuale, già così turbato, minacciato di distruzione e nel quale violenza e crudeltà esplodono in ogni istante.
L' egualitarismo della Dichiarazione deve essere ben compreso:
l'affermazione dell'art. 1: "Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza "non esprime un'eguaglianza di fatto tra le specie, ma un'eguaglianza di
diritti, non nega cioè le evidenti differenze
di forme e di capacità esistenti tra gli animali, ma afferma il diritto alla
vita di tutte le specie nel quadro dell'equilibrio naturale.
I principi della "Dichiarazione" aiutano l' umanità a ritrovarsi in
armonia con l'universo. Tendono a indurlo al RISPETTO PER LA VITA, perchè l' uomo ha il DOVERE, per il bene di tutta la comunità biologica alla quale appartiene
e dalla quale dipende, di rispettare la Vita in tutte le sue forme.
La D.U.D.A. propone regole di comportamento umano nei vari settori in cui l'uomo si incontra e/o si scontra con la natura e gli animali:
> rispetto per gli habitat e per gli animali selvatici (quindi rinuncia a caccia e pesca);
> rinuncia all'uso di animali per divertimento o pseudocultura (zoo e circhi, corride, combattimenti di cani, rodei, corse, feste sadiche, ippica);
> rinuncia all'addomesticamento autoritario di alcune specie:
a) per fini alimentari (allevamenti intensivi, trasporti, macellazioni)
b) per fini commerciali e sportivi (cani, gatti, cavalli e altri animali)
c) per l'abbigliamento (animali da pelliccia);
> rinuncia all'uso di animali per la ricerca biomedica, industriale, cosmetica, didattica,ecc.;
> rinuncia ai maltrattamenti, alle crudeltà, agli abbandoni di animali domestici;
L'etica biologica della "Dichiarazione" non ha certo lo scopo di far
dimenticare la lotta contro la miseria dell'uomo, contro la fame, la guerra, la tortura, l'egoismo, ma induce l'umanità a ritrovare il suo posto tra le specie viventi e ad integrarsi in un nuovo
equilibrionaturale,condizione fondamentale per la propria sopravvivenza .
Ciò significa che la specie umana deve modificare il suo modo di pensare per
rinunciare progressivamante alla sua attitudine antropocentrica, come ad ogni comportamento zoolatrico, per adottare un comportamento BIOCENTRICO fondato sulla tutela della Vita.
In questo senso la Dichiarazione universale dei diritti dell'animale è una tappa importante della cultura umana.
La DUDA è stata rivista, aggiornata e sottoscritta da molti personaggi di
scienza e cultura nell'anno 2000.